Rise Of The Triad: la recensione di OfflinePlayers

Rise of the Triad è il reboot dell’omonimo titolo rilasciato nel lontanissimo 21 dicembre 1994 da Apogee Software. Appare tra gli scaffali di Steam nel 2014, con una veste grafica totalmente rimodernata grazie al motore grafico Unreal Engine, ma sempre carico di quelle sensazioni “Old School” che hanno contraddistinto i primi titoli FPS degli anni 90’.

Trama: Brutti ceffi a San Nicolas

Rise of the Triad, da ora in avanti ROTT, è ambientato nell’Isola di San Nicolas, al largo di Los Angeles. Il titolo era inizialmente stato pensato come seguito di Wolfenstein 3D, ma ben presto i ragazzi di Apogee si resero conto che il gioco stava cominciando a prendere vita propria e decisero di staccarsi dal filone Americani vs Nazisti.
Vi troverete catapultati all’interno di una task force segreta, chiamata HUNT (High-risk United Nations Task-force), con la quale avrete l’arduo compito di smantellare una setta criminosa, locata all’interno dell’isola. Dopo essere sbarcati sarete subito scoperti e il vostro unico mezzo di fuga, un motoscafo posto lungo la costa, verrà distrutto, impedendovi ogni possibilità di ritorno.
Dovrete necessariamente portare a termine la vostra missione, in modo da raggiungere il quartier generale della setta e lanciare il vostro messaggio di aiuto per ottenere dei rinforzi.

rise of the triad

Gli Scenari: Gameplay e piattaforme

Prima di cominciare la vostra campagna potrete scegliere uno dei cinque componenti della HUNT. Ognuno di questi possiede delle caratteristiche particolari e ha un diverso bilanciamento delle stats rispetto agli altri. In base al vostro stile di gioco, veloce o aggressivo, avrete modo di selezionare il profilo a voi più consono e questo vi permetterà di godere appieno il gameplay del gioco.

Come già anticipato, ROTT doveva nascere come successore della nota pietra miliare di John Romero. Il titolo degli anni ’90, infatti, adottò il motore grafico di Wolfenstein 3D con degli accorgimenti. L’innovazione di ROTT, che ai tempi sconvolse gran parte dei videogiocatori di FPS, consistette nel modellare i propri scenari su più livelli di gioco.
L’utilizzo di piattaforme o di tappetti elastici, tanto per dirne qualcuna, permettevano al giocatore di districarsi su più aree del livello. Ciò permise di introdurre nuove strategie e aree segrete.
La possibilità di essere colpiti da nemici posizionati ad altezze diverse dalla vostra, introdusse una difficoltà aggiuntiva che non era ancora stata pensata all’interno degli FPS del tempo, come DOOM o Wolfenstein 3D.
Sotto questo punto di vista possiamo inserire ROTT all’interno di quei titoli che hanno letteralmente cambiato la nostra concezione di FPS. Per non andare troppo lontani, lo stesso Prey, anche se chiaramente con degli espedienti dovuti alle nuove tecnologie, ha adottato la stessa filosofia dei multi-livelli che venne presentata parecchi anni prima in ROTT.

Armi e Power-Up: La vecchia scuola degli FPS

In genere, quando parliamo di FPS Old School, quello che ci viene subito in mente sono le numerose scatolette di medikit o potenziamenti sparse per lo scenario; piccole features, andate perdute con le nuove generazioni: Halo, con il suo sistema di scudi autorigeneranti debellò il fenomeno delle “scatolette salute” e mosse gli FPS verso un nuovo orizzonte.
Rigiocare a titoli come ROTT, però, ci da la possibilità di rivivere emozioni che i giochi attuali non sono più in grado di offrire. Siete mai stati con il fiato alla gola perché non riuscite a trovare un maledetto medikit?
I nuovi giocatori non sanno di cosa stiamo parlando. Reboot come quello di ROOT danno la possibilità di mostrare ai più giovani come si giocava nei lontani anni ’90, mantenendo comunque una veste grafica moderna e parecchio accettabile.

Oltre i classici medikit, il giocatore potrà scoprire Power-Up come quello della God-Mode, che vi renderà simile a un Dio capace di lanciare sfere luminose contro i vostri nemici, o come quello della Dog-Mode, che vi renderà simile a un cane e vi permetterà di avanzare indisturbato tra le file di nemici e uccidere i cani avversari senza grosse difficoltà.
Il gioco è pieno di Power-up di questo tipo e ciò vi costringerà a creare strategie efficienti per superare il livello nel meno tempo possibile e con pochi sforzi.

Le armi, come in tutti gli FPS di una volta, sono la chicca principale: svariate e quasi tutte dalla grande potenza distruttiva. La vostra arma iniziale sarà un’italianissima Beretta 92FS, e potrete tenerne un’altra nel caso doveste trovarne una identica per lo scenario, raddoppiando in questo modo la potenza di danno; ma le armi non si limitano soltanto alle pistole: in ROTT potrete trovare Bazooka, Flamewall, Heat-Seeker e molto altro.
Trovandovi in un’isola presidiata da una setta oscura, vi imbatterete anche in alcune armi magiche che potrete adoperare per la vostra salvaguardia.

rise of the triad

Nemici: Simili a Wolfenstein 3D

I nemici che incontrerete in ROTT sono parecchio simili a quelli di Wolfenstein 3D o DOOM. Questo perché gran parte dei grafici che lavorò a questi precedenti titoli si ritrovò a doverne modellare di nuovi per ROTT , utilizzando quindi uno stile “familiare” agli occhi dei giocatori.
La IA è parecchio scadente: i nemici si limiteranno a spararvi e a venirvi incontro. Niente di speciale, a parte le continue grida che vi urleranno contro e il fatto che se doveste ferirne qualcuno questo vi implorerà pietà.

Grafica e Audio: Nulla da ridire

Avendo giocato al titolo del 94’, non posso che esaltare la qualità grafica di questo reboot. Certo, non è il massimo, ma l’Unreal Engine lavora parecchio bene e le texture sono state rimodellate a regola d’arte.
L’audio ha mantenuto la carica di una volta. Le musiche e gli effetti speciali sono azzeccatissimi, e vi accompagneranno per tutta la durata del gioco, regalandovi piaceri e caricandovi nelle situazioni opportune.

REVIEW OVERVIEW
GAMEPLAY
7
AMBIENTAZIONE
8
LONGEVITÀ
7
GRAFICA
8
AUDIO
6
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Player attivo, classe '91, sin da quando è riuscito a capire come coordinare le proprie mani: una sulla keyboard e una sul mouse. Gioca da un'intera vita, sprecata a detta di molti , a qualsiasi videogames presente sul mercato. Da qualche tempo si interessa del fenomeno degli "Indie" (giochi indipendenti), perchè in essi ha visto un possibile ritorno agli anni d'oro dei videogames.

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