Recensione di Dead Island

Sviluppato da Techland sul Chrome Engine 5, Dead Island ci catapulterà in un mondo pieno di sfide per la sopravvivenza su PlayStation 3, Xbox 360 e PC (Windows, Mac OS X e Linux).

Trama: Inferno in paradiso

Il gioco inizierà mettendoci nei panni del nostro protagonista, selezionabile ad inizio partita, al suo risveglio nella sua stanza d’albergo, sull’isola paradisiaca di Banoi. Aggirandoci per i corridoi messi a soqquadro e dopo un breve tutorial saremo catapultati nell’azione, scappando freneticamente da una orda di zombie guidati da una misteriosa voce proveniente dagli altoparlanti dell’hotel, finendo per essere morsi. Perderemo conoscenza e verremo tratti in salvo da Sinamoi, un bagnino in servizio lì vicino, che si barricherà con altri sopravvissuti in un piccolo bungalow sulla spiaggia. La misteriosa voce ha comunicato a Sinamoi che siamo immuni alla piaga dei non morti, e per questo non verremo ammazzati brutalmente dai superstiti vicini, ignorando totalmente i motivi per cui noi dovremmo essere gli unici immuni e perché il tizio misterioso lo sappia, e non lo scopriremo mai, siccome il protagonista non ha un background da scoprire nel corso della vicenda, è un semplice escamotage usato per dare un senso al nostro girare ammazzando zombie, in quanto siamo gli unici a non poter essere infettati quando attaccati. Lo scopo della nostra avventura sarà raggiungere il nostro misterioso amico.

 

Recensione di Dead Island, dove massacrare zombie è un'arte

 

Gameplay: Chi fa da sé fa per tre

Passiamo al punto forte del gioco, cioè le meccaniche su cui si regge tutta l’esperienza: particolarmente ispirate sono le modifiche attuabili alle armi. Per modificare un’arma dovremo procurarci un progetto, ottenibile come ricompensa di una missione o reperibile in giro per la mappa, contenente una specifica arma realizzabile. Ogni progetto ha una lista di armi compatibili con la modifica e una lista di componenti necessari per realizzare il progetto. Questo dettaglio dà vita alla necessità di girovagare in stanze, frugare nei più disparati posti e sui cadaveri per reperire questi componenti. Ci saranno inoltre dei banchi da lavoro in cui potremo attuare queste modifiche, oltre a riparare e potenziare le armi.

Il nostro personaggio disporrà di un sistema di crescita, caratterizzato da tre rami distinti, di cui uno esclusivo per ogni personaggio, in quanto rappresenta l’abilità specifica di cui è dotato. Per salire di livello dovremo completare missioni e uccidere i non morti con qualunque mezzo a disposizione. Le abilità ci consentiranno di aumentare la resistenza delle armi, i danni che potremo causare (ogni personaggio ha una tipologia di arma con cui potrà infliggere più danni) e alcune skill peculiari (gettare a terra gli avversari mentre corriamo, la possibilità di finire gli avversari quando sono a terra etc…)

Una lode particolare va al comparto multiplayer, in grado di farci vivere l’esperienza di gioco in coop con i nostri amici. La nostra brigata di ammazza-zombie, composta al massimo da 4 giocatori, tanti quanto saranno i personaggi selezionabili, potrà fare missioni, o puro cazzeggio, in totale libertà, sia con i nostri amici in lan che con gente di tutto il mondo, premendo un pulsante. Personalmente mi sento di consigliare questo titolo ad un gruppo incallito di amici a cui piace mettersi in TeamSpeak e giocare ai titoli più disparati, ma ho finito il gioco due volte in totale solitudine e la noia non sopraggiunge mai.

I nemici sono caratterizzati molto bene, con le varie classi, riprese per la maggior parte dai classici dei survival con gli zombie, ad esempio gli zombie che si fanno esplodere, quelli che attaccano da lontano, i corazzati, mantenendo comunque qualità per quello che riguarda gli scontri in mischia e con armi da fuoco.

 

Recensione di Dead Island, dove i nemici sono divisi in tipologie specifiche, ognuno con il proprio punto debole

Grafica: Compenetrazioni e paesaggi mozzafiato

Per la grafica bisogna fare un discorso su quelle che sono le tante sfaccettature, positive e negative, di questo titolo. Bellissimi i paesaggi, il dettaglio di moltissimi edifici e luoghi, seppur alcuni bungalow siano un po’ troppo uguali, i nemici sono fatti bene, con animazioni convincenti, danni visibili e piuttosto spettacolari. L’impatto visivo è ottimo, è il dietro le quinte a scarseggiare: la fisica che non sarà delle migliori, facendo finire i non-morti fra le assi di un pavimento o sotto a un mobile, niente di troppo gravoso ma si vede, e rovina l’esperienza.

 

Recensione di Dead Island, un gioco con alcune pecche da sistemare

 

Audio: Vai al dunque

Molto valide le voci dei personaggi, in lingua inglese con sottotitoli in italiano, piuttosto convincenti anche sui personaggi prettamente secondari. I suoni dei nemici si sentono quanto basta per avvertire la loro presenza in tempo e con una certa precisione, anche se i rumori dello scontro sono un po’ troppo vistosi, ad esempio quando tireremo un calcio ad uno zombie per allontanarlo e si sentirà un suono “esagerato” impossibile da produrre per una gamba, oppure quando avremo alcune armi che produrranno rumore mentre le armeggiamo, ad esempio una mazza con una sega elettrica incorporata, che ci farà sentire il suono dell’attrezzo fino alla nausea.

 

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REVIEW OVERVIEW
GAMEPLAY
9
AMBIENTAZIONE
8.5
LONGEVITÀ
9
GRAFICA
8.5
AUDIO
8.5
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Luca Gherardini, aka Sparrow. Studio informatica in una città vicino casa mia, nelle meravigliose montagne dell'appennino Emiliano. Sono appassionato di videogiochi, computer e tecnologia in generale.

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