Recensione di Ace Attorney: Spirit of Justice

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Ace Attorney: Spirit of Justice

Dopo quasi tre anni dall’ultimo capitolo della saga, ecco approdare su Nintendo 3DS il sesto capitolo della saga di Ace Attorney: Spirit of Justice. Le corti di giustizia attendono il ritorno dei valorosi dall’indice facile, per sbrogliare nuovi misteri e portare a galla la verità. Rimettete in moto le meningi, perché il gioco è disponibile per l’acquisto, solo su Nintendo eShop, dall’8 Settembre 2016, pubblicato da Capcom ed esclusivamente in lingua inglese.

La storia

Dopo aver esordito nel 2001 in Giappone, la serie ha visto l’avvocato Phoenix Wright, ed i suoi sottoposti, affrontare una serie di processi dalle trame ricche ed appassionanti, condite da personaggi memorabili e da espedienti volti ad insaporire un po’ il gameplay.
Continuando a scardinare psico-lucchetti, cercando i tic dei sospetti ed intrattenendosi in sedute “psichiatriche”, stavolta il gruppo dell’Agenzia Tuttofare Wright si ritrova a risolvere il mistero della nazione di Khura’in, un paese altamente religioso e tradizionalista. Qui il sistema legale è stato stravolto al punto che la professione di avvocato è quasi proibita: i processi sono svolti unicamente tramite sedute spiritiche, grazie alle quali è possibile vedere gli ultimi istanti di vita di una persona deceduta.
Questo presupposto è ciò su cui si basa la nuova meccanica di gioco, pensata appositamente per questo capitolo: la “Divinazione Spirituale“.

Il gameplay

L’idea alla base delle divinazioni è tanto semplice quanto radicale: le visioni prima della morte non possono essere contraffatte, quindi sono una prova inconfutabile sulla quale è possibile basare un intero verdetto.
Il compito del giocatore rimane lo stesso dei capitoli precedenti della saga: trovare contraddizioni nelle testimonianze. Ora, però, operare su visioni certamente veritiere, fa certamente un altro effetto e la novità è più che benvenuta.
L’interfaccia adibita alle visioni può disorientare, ad una prima occhiata, a causa dell’assegnazione un po’ inusuale delle funzioni ai tasti, ma dopo il primo utilizzo è difficile continuare a confonderli.
Fanno anche ritorno numerose meccaniche viste in capitoli precedenti e legate ai protagonisti dell’Agenzia Tuttofare Wright.
Nel complesso ne è da apprezzare la varietà, però, rispetto ai capitoli precedenti, la loro scarsa quantità lascia un po’ di amaro in bocca e rende ancora più lineare l’avanzamento della trama durante le fasi investigative. In particolare, nonostante la maggior parte del tempo sia dedicato ad impersonare Phoenix Wright, gli psico-lucchetti sono stati usati davvero poco pur essendo una delle sue armi più importanti.

Visione e Matrice Emotiva in Ace Attorney 6
A sinistra una Visione, introdotta in questo capitolo della saga. A destra una Matrice Emotiva, vista per la prima volta nel capitolo precedente.

Per i vecchi fan

Mettendo da parte la discreta varietà di espedienti ereditati dai vecchi capitoli, la sostanza vera e propria di Ace Attorney: Spirit of Justice non è cambiata di una virgola rispetto ai predecessori. A seconda dell’idea di sequel che si può avere, questa caratteristica può essere ben voluta o mal criticata, ma, ripensando alla natura di un gioco simile, l’aggiunta delle divinazioni sembra in linea con il resto della saga, per cui i fan avranno solo di che apprezzare.
L’unico vero problema con la storia e con i personaggi è l’alienazione per i nuovi giocatori: le interazioni tra i personaggi sono ricche di fascino e divertenti anche per i neofiti, ma i numerosi rimandi ad eventi passati (molti dei quali giustificano le azioni intraprese dai personaggi) variano da semplici citazioni a fatti determinanti per la comprensione della trama. È un vero peccato che una cosa del genere diventi sempre più inevitabile con l’avanzare della saga.
Per chi fosse interessato è consigliabile rivolgere i propri occhi alla trilogia di Phoenix Wright Ace Attorney presente su Nintendo eShop o Apple Store, prima di iniziare quest’avventura in particolare.

Schermata tipica in Ace Attorney 6
Se doveste sbagliare spesso a presentare prove o a rispondere a domande spinose, preparatevi a vedere spesso varianti di questa frase.

Comparto tecnico

Ace Attorney: Spirit of Justice non presenta numerose differenze dal predecessore, Dual Destinies, come interfaccia e grafica, ma ci sono una serie di aggiunte apprezzabili: il salvataggio è stato inserito anche quando è richiesto di presentare una prova dal registro processuale, quando precedentemente era necessario “prevederle” e salvare in anticipo; è possibile chiedere una consultazione ad un alleato, in caso vengano commessi almeno due errori di fila; ed alcune scene godono di animazioni esclusive più dettagliate.
Proprio questi ritocchi al sistema di salvataggio, però, fanno credere che sia ora di ripensarlo da zero: vincolati da cinque tentativi, dopo aver letto una consultazione viene naturale caricare il salvataggio immediatamente precedente per recuperare i tentativi persi, ma conservando le nuove informazioni. Questo aggiramento comporta una perdita di tempo in un sistema che già di suo è pensato per punire il giocatore facendogliene sprecare altrettanto in dialoghi di circostanza. Rimuovere la meccanica dei tentativi dal gameplay generale, limitandola ai momenti particolarmente intensi in cui il gioco ne riduce il numero ad uno o due, con l’obiettivo di aumentare la tensione, sarebbe sicuramente di maggiore impatto.
Anche se non comporta veri problemi nella giocabilità, è necessario segnalare che in rari casi il numero di fotogrammi per secondo rasenta la singola cifra, a causa dei numerosi personaggi su schermo. I modelli 3D sono di qualità eccellente (anche se difficilmente apprezzabile sullo schermo a bassa risoluzione del 3DS) ed animati egregiamente, ma è un peccato non poterli sempre apprezzare al massimo.
La colonna sonora rientra sicuramente tra le migliori della serie, includendo remix di numerosi classici dei primi capitoli e nuovi temi memorabili che restano rapidamente impressi nella memoria del giocatore. Immancabile inoltre il solito insieme di effetti sonori che aggiungono ulteriore colore e personalità alle conversazioni tra i personaggi.

Dettaglio della Divinazione Spirituale in Ace Attorney 6
Inquadrature molto ravvicinate come questa permettono di apprezzare appieno la cura rivolta al design dei personaggi.

Trama e longevità

Senza scendere troppo in spoiler, Ace Attorney: Spirit of Justice si suddivide in cinque casi: tre (primo, terzo e quinto) a supporto della trama generale e due (secondo e quarto) che si potrebbero definire extra. Il primo caso, come ormai tipico della saga, serve ad introdurre eventuali neofiti alle dinamiche di gioco, ma, nonostante fosse l’episodio introduttivo, ha avuto qualche colpo di scena piuttosto inaspettato.
Stesso vale per gli altri casi, composti da un crescendo di rivelazioni sempre più intense, che vanno a culminare in una delle conclusioni più costruttive e complete, ma anche aperte, della saga: una vera altalena di emozioni.
Giocando ad un ritmo piuttosto tranquillo, leggendo attentamente tutte le testimonianze, e tenendo da conto i momenti di riflessione e gli errori, Ace Attorney: Spirit of Justice sfiora le 40 ore. 40 potenziali ore senza rigiocabilità, ma anche piene di personalità, obiezioni e colpi di scena che non faranno rimpiangere i tre anni di attesa passati dall’uscita di Ace Attorney: Dual Destinies.

REVIEW OVERVIEW
GRAFICA
8
SONORO
10
STORIA
9
LONGEVITÀ
7
GAMEPLAY
7
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Un pezzo da '90 cresciuto a PC e console Sony. In seguito ha allargato i suoi orizzonti al mondo Nintendo con il DS, che è tutt'ora la sua console preferita. Ad oggi apprezza giochi di ogni genere e nicchia e cerca sempre di trovarne di nuovi da poter consigliare.

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