Devil May Cry 4 recensione italiana

“Non sono io il demone! Sei tu!”

Devil may cry 4 è il quarto capitolo del celebre titolo sviluppato e pubblicato dalla Capcom nel 2008. Negli anni ha subito ulteriori rimasterizzazioni grazie alle quali sono state ampliate le console sulle quali è può essere giocato: playstation 3, playstation 4, x box 360, xbox one e pc.

Trama: Racconto in speculare

Alla trilogia di Devil may cry, in cui vediamo Dante protagonista, segue questo capitolo, che si differenzia dagli altri per la principale ed immediata presenza di Nero: umano con un braccio demoniaco che si ritroverà catapultato in una continua caccia all’uomo. Compierà un lungo viaggio attraverso varie mappe, dapprima con il compito, assegnatogli dall’Ordine della Sacra Spada, di catturare Dante, in seguito si metterà all’inseguimento del rapitore di Kyrie, ragazza della quale è innamorato.
La trama è piuttosto confusa, difficile cogliere la gran parte dei dettagli servendosi solamente dei dialoghi presenti.
Nota negativo e piuttosto scorretta, che vorrei sottolineare, è la presenza di una trama speculare. Sebbene non sia il primo videogioco ad adottare una tecnica simile mi sento in dovere di criticare e far notare la cosa: a circa metà della storia ci troveremo a dover abbandonare Nero, il personaggio con il quale avremo giocato fino a quel momento, per passare a Dante. A questo punto percorreremo esattamente lo stesso percorso fatto antecedentemente con Nero, ma nel senso contrario. Attraverseremo le stesse mappe a ritroso, dovremo combattere contro i boss già sconfitti (facendo sfumare l’illusione d’averli sconfitti davvero la prima volta), per tornare al punto d’inizio.
Questo sfruttare la prima parte della trama, ricopiandola e mettendola in speculare, per creare l’altra metà del gioco, mi ha snervata a dir poco. Una tecnica già usata e a mio parere blanda per allungare il brodo senza far alcuno sforzo.

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Grafica ed audio: Anche la vista vuole la sua parte

La grafica è buona e subisce modifiche e evoluzioni evidenti: piacevole, colorata, dettagliata. Nulla di particolarmente eccezionale, per quanto riguarda effetti più complessi od altro, ma non c’è assolutamente da lamentarsene.
Anche l’audio non è male. I doppiaggi inglesi sono ben fatti e le traduzioni piuttosto fedeli, le voci dei personaggi rispecchiano le loro espressioni e caratteristiche, i gorgoglii dei mostri sono inquietanti al punto giusto. Le melodie di sottofondo sono tradizionalmente sui toni rockeggianti, particolare che ha spesso permesso a Devil may cry di riconoscersi da altri titoli: il gioco perfetto per chi ama il genere di musica.
Non c’è molto da aggiungere, se non che vorrei aprire una parentesi dai toni rosa: la fisionomia dei personaggi. Sorvolando sulla persona di Dante, che ha sempre trasudato in ogni capitolo un fascino da bello e dannato, che avrebbe avvicinato inevitabilmente anche il lato rosa dei videogiocatori, in questo capitolo ci troviamo di fronte a Nero, ragazzetto dai colori simili a quelli di Dante, dall’animo oscuro, ma al contempo capace d’amare, provoca inevitabilmente sospiri da parte delle giocatrici.
Se potessi darei cinque stelle solo per questo, ma è bene che chiuda la parentesi e raffreddi i ferventi spiriti.

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Gameplay: Combattimenti a suon di combo

Il gameplay è fluido, buono l’equilibrio tra livelli in cui è necessario risolvere qualche piccolo enigma per procedere ed i livelli di solo combattimento.
I boss intermedi sono forse troppo semplici rispetto al boss finale, del quale solo dopo qualche tentativo si comprende il meccanismo da seguire per sconfiggerlo.
Anche i combattimenti rispettano la tradizione della serie di Devil may cry: armi intercambiabili e necessità di utilizzare combo sempre più complesse. Divertenti, difficili, memorizzabili solo alla lunga , riescono a rendere gli scontri da mischia meno noiosi.
Nota fortemente negativa: la versione per PC ha qualche problema. Infatti non è possibile effettuare alcune combo con i tasti presenti sulla tastiera, portando il giocatore a provare e riprovare combo che non potranno mai riuscire. Il tutto è risolvibile utilizzando un joystick per computer e passando appunto alla relativa modalità, ma fare una versione per PC di un gioco e poi non riuscire a convertire tutti i comandi non è assolutamente meritevole di nota.

REVIEW OVERVIEW
GAMEPLAY
7
AMBIENTAZIONE
5.5
LONGEVITÀ
6
GRAFICA
7
AUDIO
7.5
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Mi piace la matematica, il colore rosa e l'estate. Sono estroversa e razionale, ma soprattutto sono una gran bugiarda, il che dovrebbe darvi a pensare su tutto ciò che ho appena affermato.

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