Riot fa causa ai creatori di LeagueSharp: stop cheating!

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Riot fa causa a LeagueSharp

Riot sebra aver finalmente deciso di porre un freno ai cheaters.
Il primo passo in questo senso potrebbe essere proprio la causa che la compagnia sviluppatrice di Legue of Legends ha deciso di intentare contro i creatori di LeagueSharp, programma parecchio fastidioso per chi decide di giocare correttamente.
Come spiegato da Kotaku, sono circa 67 milioni (al mese) i giocatori di LoL che si trovano in qualche modo danneggiati dagli utenti di questo programma, rendendolo “un’enorme minaccia” e costando a Riot “diverse migliaia di utenti ogni mese“.

Il programma offre un servizio di abbonamento suddiviso in 2 fasce: con 15$ al mese, il programma si “limita” al solo utilizzo di script per automatizzare determinate azioni, localizzare i nemici ed aumentare l’accuratezza dei colpi, permettendo così di alzare il proprio livello molto rapidamente.
Ma è la seconda fascia a lasciare letteralmente di stucco: con 50$ al mese, infatti, i bot del programma gestiscono i personaggi dell’abbonato, allenandoli autonomamente!

Le accuse mosse da Riot non terminano qui; la casa sviluppatrice californiana accusa LeagueSharp di avere attaccato i server di gioco, insegnato ai giocatori come imbrogliare senza essere scoperti e come realizzare transazioni illegali in game!
In pratica, dei veri e propri corsi sul cheating in ogni aspetto possibile, che hanno sicuramente causato una grande indignazione in qualsiasi giocatore onesto e corretto.

Pare però che la stessa Riot abbia cercato di evitare le battaglie legali, contattando gli amministratori del sito; questi si sono però resi “irraggiungibili”, non fornendo mai alcuna risposta ufficiale. La causa si è quindi resa necessaria perché (oltre ai motivi sopra citati) pare che i creatori di LeagueSharp abbiano compiuto un’operazione di reverse engineering del gioco, per creare il suddetto servizio.

Rimane un ultimo punto, decisamente raccapricciante: pare che gli stessi creatori del sito, non contenti (ndr), abbiano diffuso in rete informazioni personali su un dipendente di Riot Games, minacciato lo stesso e postato commenti offensivi sui profili social del malcapitato. Le cause scatenanti di questi gesti, ampiamente inqualificabili, non sono però state rese note.

Parrebbe, inoltre, che siano state citate in causa 4 parti: 3 affiliati tedeschi di LeagueSharp ed una compagnia peruviana che afferma di avere i diritti del software; Riot sembra credere che sia “una compagnia fasulla, creata solo per evitare gli eventuali problemi legali”. Un ulteriore punto oscuro in una situazione già di per sé raccapricciante.

Lasciamo a voi ogni commento; dal canto nostro, come sempre, speriamo che la situazione possa evolversi in modo da garantire un gioco sempre pulito e corretto. Diteci cosa ne pensate e continuate a seguirci per i prossimi aggiornamenti!

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