Intervista a Haden Blackman: da Pulp Fiction a Mafia 3

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I ragazzi di Everyeye, in trasferta californiana, hanno avuto modo di giocare diverse ore all’atteso Mafia 3, negli studi della nuova compagnia di sviluppo Hangar 13 (ex 2K studio). Affascinati dal lavoro sostanzioso apportato al titolo, hanno approfittato dell’occasione per fare una breve ma sostanziosa intervista al fondatore della casa: Haden Blackman.
Ecco un estratto:

Qualità della narrazione

Il primo aspetto discusso è stato il comparto narrativo: la presenza di flashback e di veloci passaggi temporali ha inciso molto sulla prima impressione dei redattori che hanno provato il gioco. Una trama coinvolgente è il giusto punto di partenza per un titolo come questo e, a detta di Haden, questa caratteristica accompagnerà il giocatore per tutto il filo narrativo, cercando, anche nelle sezioni secondarie, di non far perdere l’interesse generato.

In questo contesto molti giochi con le stesse premesse sono risultati deludenti: le possibilità che offre l’open-world di tagliare il percorso narrativo è causa di evidenti cali di attenzione verso la trama (si pensi a GTA V).

In Mafia 3 pare sia tutto ben collegato e fatto in modo che anche negli sviluppi marginali non si perda mai la cognizione di quello che sta succedendo nel gioco, invogliando il giocatore a percorrere una strada personale, alternando la storia principale ad attività adiacenti.

Coperture durante gli scontri

Si passa così a parlare di Level Design e posizionamento delle coperture: lo sviluppatore spiega come l’intenzione fosse quella di creare uno sparatutto in terza persona con coperture dinamiche inserite in un contesto open-world. Questa impostazione è però soggetta a forti limiti e ne è conseguito lo stratagemma di suddividere tali posizionamenti in base all’ambiente dello scontro.
Chiaramente negli ambienti chiusi si sono sbizzarriti sul fronte della regia e della costruzione scenica, per “i covi” (zone che il protagonista dovrà assaltare per sventare attività criminali) lo studio di level design è stato più preciso, aggiungendo dettagli come entrare secondarie, possibilità di gioco furtivo e scelte relative al proprio stile di gioco. Per gli spazi aperti ci sarà meno occasione di entrare in combattimento, hanno quindi lavorato su specifiche zone.

Sistema di assegnazione distretti

A detta di Haden questo punto è molto delicato, in quanto dipende molto dalle scelte del giocatore: ogni volta che Lincoln smantella un racket, e lo rivendica, può assegnarlo ad uno dei suoi collaboratori. A seconda della scelta gli verrà garantita una ricompensa specifica tra una serie di elementi come armi o veicoli. Una volta smantellati i due racket di un distretto, si dovrà assegnare ad un luogotenente l’intero quartiere. Una gestione superficiale potrebbe far arrabbiare i collaboratori al punto da farli tradire, a quel punto l’unica opzione sarà quella di eliminarli.

Attività secondarie

A detta degli sviluppatori in Mafia 3 non ci saranno attività non inerenti alla situazione, quindi nulla di insolito o surreale. Si potrà, ad esempio, ottenere più denaro intercettando merce di contrabbando. In generale, tutto ruota attorno “alla vendetta” ed ai mezzi di cui Lincoln necessiterà per ottenerla.
Inoltre, ci saranno anche delle “Agenda Mission“: Una volta raggiunto un certo grado di confidenza con uno dei luogotenenti si sbloccherà una questline secondaria ben elaborata e sostenuta da una narrazione sufficientemente delineata.

Riguardo la scelta del protagonista

A quanto pare molti hanno criticato il fatto che tra i protagonisti ci sia una persona di colore, arrivando a sostenere come sia fuori luogo rispetto allo stereotipo del malavitoso italiano. Giustamente Haden ha spiegato come non serva ricondursi necessariamente a questo per immaginarsi un gangster, basti pensare a tutte le altre attività sparse per il mondo, dove era scontato trovare persone di etnie diverse.
La scelta del protagonista è avvenuta dopo aver pensato al tipo di storia che volevano raccontare, cercando di allontanarsi dal lavoro fatto nei primi due capitoli:

Mafia 2 era un titolo con un comparto narrativo molto piacevole, ma si concentrava su una visione troppo romanzata del mafioso” dice Haden aggiungendo “Abbiamo selezionato un protagonista che fosse in qualche modo immerso in un ambiente ostile, feroce e costretto ad usare tale ferocia per sopravvivere”.

L’ispirazione

L’intervista si chiude con una serie di richiami cinematografici di opere che hanno condizionato l’immaginario legato alla figura del mafioso in tutti questi anni. In effetti chi ha avuto l’opportunità di vedere film come Pulp Fiction e Le Iene potrà rendersi conto facilmente della vicinanza culturale con questa saga videoludica. Haden fa riferimento a un film in particolare: “Quei Bravi Ragazzi“, specificando che il tono del racconto del gioco vuole essere apertamente ispirato a quello tenuto nella seconda metà del film, dove il protagonista perde la testa diventando ossessivo e violento.

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Conclusioni

Capire cosa c’è dietro ad un gioco dalle stesse parole di chi ha trasformato una manciata di idee in qualcosa di così complesso, è sempre utilissimo. Si capisce quanto lavoro è stato fatto e con quali intenzioni. Mafia 3 è sicuramente un titolo che ha catturato la nostra attenzione e per cui ci aspettiamo dei risultati davvero alti.

Le promesse sono sempre un rischio in questo ambiente, dalle ultime vicende, che hanno coinvolto No Man’s Sky, si capisce chiaramente come tutti i nodi vengano al pettine prima o poi. E Mafia 3, anche se non sta avendo lo stesso hype di interesse, sta comunque cercando di trovare il proprio posto tra i successi del momento. L’ideatore si è comunque mantenuto sempre modesto, senza mai gonfiare eccessivamente il suo lavoro.

Ricordiamo che il titolo è in uscita il prossimo 7 Ottobre 2016 per Playstation 4, Xbox One e PC (Windows – macOS). Noi gli diamo fiducia e consigliamo di tenerlo in considerazione, avremo modo sicuramente di trarre le giuste conclusioni solo dopo aver provato il titolo in ogni suo aspetto.

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