Essere lo sviluppatore di un gioco di esplorazione spaziale nell’era post-No Man’s Sky è complicato.
Lo sa bene Jean-Christophe Baillie, creative director di Dual Universe e fondatore di NovaQuark; la casa francese ha, infatti, ideato un nuovo gioco di esplorazione spaziale.
Adottando però una politica molto diversa.

Cos’è Dual Universe?

Iniziamo con il video pubblicato sulla loro pagina Kickstarter.

Si tratta, in sostanza, di un MMORPG (si, stavolta il multiplayer lo avremo davvero, ndr) con meccaniche sandbox.
In questo senso potrebbe ricordare Minecraft, anche se solo per alcuni aspetti ben determinati: esplora, raccogli ciò che ti serve, costruisci.
Come nel gioco di casa Mojang, i mondi a disposizione sono totalmente editabili, e non c’è un vero e proprio obiettivo finale.

Il gioco in sé offre molte possibilità.
Tutto viene costruito in-game: navi, strutture, portali, ogni cosa dev’essere realizzata dal giocatore; nel concept attuale non sono nemmeno previsti NPC.
Negozi e punti di scambio devono essere costruiti ed automatizzati dai giocatori.

Astronave in Dual Universe

L’idea è che ognuno si specializzi nel campo preferito; costruzione di astronavi, stazioni spaziali, commercio.

Potreste aver bisogno di impiegare altri giocatori per costruire qualcosa che in single-player richiederebbe troppo tempo; in tal caso avrete la vostra piccola azienda.
C’è il fattore pirateria: cosa impedisce di razziare, invece che accumulare faticosamente?
Ed ecco allora che nascono gilde, organizzazioni dedite ognuna al proprio scopo.
Difesa, profitto, commercio.

Certo, potrebbe anche non accadere nulla di tutto ciò. Si tratta di semplici possibilità, la cui realizzazione è dipendente dai giocatori e dall’ambiente in cui vi trovate.

E c’è lo spazio.
Proceduralità? No no, questa volta non c’è nulla del genere.
Dual Universe all’inizio offrirà solo un piccolo sistema solare da 10 o 20 pianeti. Nulla di più.
Esiste la possibilità di espanderlo tramite portali, ma non è così semplice.

I portali spaziali sono super costosi.
Richiedono un grande sforzo e molto tempo per la realizzazione.
Dovrete spedire una sonda che viaggia alla velocità della luce, e ci vorrà da una settimana ad un mese perché questa arrivi dove volete.
Questa caratteristica Obbliga il giocatore a pensare in modo strategico, e permette all’universo di crescere in modo organico.

Forse proprio in quest’ultima parte si ritrova la scelta più azzeccata di NovaQuark.
Il corretto utilizzo del fattore tempo; la casa francese non sente la necessità di fornire tutto subito, quanto piuttosto di fare le cose con calma e bene.
Bene, soprattutto.

La politica di NovaQuark e la scarsa fiducia degli utenti

Sarebbe molto facile farsi prendere dall’hype, a questo punto. Ma il punto focale del problema è ottimamente riassunto da Baillie:

No Man’s Sky ci ha certamente danneggiati; Questa è un’era definibile come Post-No Man’s Sky.
C’è una grande mancanza di fiducia nella community.
Come sapete, abbiamo un kickstarter, e la metà dei commenti è del tipo “Questo è soltanto un altro No Man’s Sky”; stiamo facendo molta fatica.
Siamo consapevoli della situazione, ed abbiamo adottato una politica di totale trasparenza.

NovaQuark sembra avere un’idea ben precisa degli errori commessi da Hello Games, nonché di come evitarli.
Una scelta ammirevole, anche se (naturalmente) obbligata. D’altronde, la sfiducia nel genere è ai minimi storici; in quale altro modo la si potrebbe riguadagnare, se non spiegando ogni cosa nei minimi dettagli?

Non diciamo nulla di non reale. Ci limitiamo a comunicare i fatti.
Abbiamo questa tecnologia, ma verrà rilasciata a fine 2018.
Ci sono molte brutte notizie, e le comunichiamo tutte! Arrivano moltissime domande dalla community, ed abbiamo intenzione di rispondere ad ognuna di esse.

Vogliamo essere assolutamente trasparenti.

 La trasparenza non è un fattore così raro nel mondo videoludico odierno, ma nemmeno troppo diffusa.
Certamente un titolo deve essere venduto; si tende, quindi, a mostrare solo la parte migliore dello stesso.
Rimane però una linea tanto sottile quanto importante tra il creare hype e vendere qualcosa per ciò che non è.

Vogliamo dire alla community di non gettare ogni cosa nel vortice No Man’s Sky.
Alzate il livello delle vostre aspettative, ed utilizzatelo per prendere le decisioni in merito al gioco; se dite sempre di no, non riusciremo mai ad innovare.

Siamo alle soglie di un’era più matura: le persone realizzano di dover essere più caute in merito a ciò che supportano.
Sanno di non dover credere ad ogni cosa che gli viene detta.

Dual Universe è, dopotutto, ancora allo stato embrionale. Gli sviluppatori sono consapevoli che potrebbe non uscire, o uscire con alcune differenze da quanto detto.
Loro cercano di portare qualcosa di nuovo e, soprattutto, di ripristinare una fiducia ormai apparentemente persa dall’utenza.

Noi ci armiamo di un cauto ottimismo. Il tempo c’è, il 2018 non è lontanissimo ma nemmeno troppo vicino.
In bocca al lupo, NovaQuark.

Rispondi