Meno lavoro, più videogiochi: uno studio che arriva dagli states

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disoccupazione e videogiochi

Uno studio incrociato che arriva dalle università Rochester, Princeton e Chicago ha sottolineato come la disoccupazione tra i ragazzi (di età compresa tra i 21 ed i 30 anni) sia in aumento, in particolar modo per chi non ha una laurea.

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In compenso sono in netto aumento le ore che settimanalmente i ragazzi della stessa fascia di età trascorrono a giocare ai videogame. Come riportato nell’articolo di Destructoidi giovani hanno rimpiazzato le ore di lavoro con ore di gioco passando da una media di 3,4 (nel 2011) a 8,6 (nel 2014) ore alla settimana.

Paradossalmente gli studi riportano che nonostante la disoccupazione i ragazzi sono mediamente più felici; questo perché molti preferiscono vivere con i genitori, non avendo bisogno di entrate fisse per mantenere mutui od affitti posso rifiutare mansioni umilianti e lavori sottopagati.

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Sebbene questo studio sia basato su dati Americani, direi che questa situazione non è troppo distante dalla realtà che stiamo vivendo qui in Italia.

La disoccupazione giovanile è uno dei più grandi problemi del nostro paese, le offerte di lavoro più prolifiche sono quelle di lavori sottopagati: contratti a progetto, lavori di rappresentanza (porta a porta e non), contratti di collaborazione che obbligano all’apertura di P.IVA, voucher e chi più ne ha più ne metta.

Spesso ci si ritrova a lavorare 10 ore al giorno per poi guadagnare 500 euro al mese, magari coi contributi pagati dai fondi europei.

In questo clima di precarietà sempre più “non giovanissimi” sono costretti a vivere con i propri genitori e rinunciare alla totale indipendenza; chissà quanti di questi occupano le ore di noia impugnando un Joystick…

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