papers, please

Papers, Please è un gioco di simulazione realizzato da 3909. Pietra miliare tra i giochi indie, è stato acclamato e pluripremiato dalle riviste più importanti del settore. Rilasciato l’8 agosto del 2013, è un’esclusiva della nota piattaforma di Valve.

 

Trama: Gloria ad Arstotzka!

La lotteria del lavoro di ottobre è terminata. Il tuo nome è stato estratto e sarete invitati a lavorare come ispettore presso la frontiera. Starà a voi decidere chi avrà la possibilità di potersi riscattare nello stato comunista di Arstotzka, uno stato fittizio locato presso l’Est Europa, da poco uscito da una sanguinosissima guerra.

Sarete pagati in base al numero di immigrati che riuscirete a fare entrare. Dovrete cercare di individuare, tra questi, i possibili contrabbandieri, spie, criminali o quant’altro. La feccia non è ammessa ad Arstotzka!

Il vostro lavoro vi sarà d’aiuto per salvaguardare la vostra famiglia, anche essa trasferitasi insieme a voi presso l’appena liberato stato di Arstotzka. Ben presto vi renderete conto di avere due scopi all’interno di Papers, Please: riuscire a far passare la brava gente e, grazie al vostro stipendio, riuscire a far vivere dignitosamente la vostra famiglia. Dovrete battagliare con un figlio quasi sempre ammalato e quindi necessitante di cure mediche, o più semplicemente con il pagamento di tasse, alimenti e via dicendo.

Lo scopo del gioco, quindi, è quello di sopravvivere con la propria famiglia in Arstotzka e per farlo, dovrete chiaramente svolgere al meglio il vostro lavoro di ispettore di frontiera.

papers, please

 

Gameplay: NEXT!

Il gameplay di Papers,Please è lineare e accattivante. Seppur semplice, riesce perfettamente a coinvolgere il giocatore per parecchie ore di gioco. Avrete modo di controllare passaporti, visti lavorativi o di vacanza, per decidere se il soggetto che avrete davanti potrà usufruire delle bellissime opportunità lavorative o di svago presenti ad Arstotzka.

La chicca di Papers, Please consiste nel fatto che il vostro lavoro potrà influenzare le dinamiche sociali del paese e infatti, ad ogni fine giorno lavorativo, quando uscirete dal vostro gabbiotto di ispettore di frontiera, avrete modo di leggere il giornale e venire magari a conoscenza che quello strambo tipo che avete fatto passare, ha dato vita a una strage con parecchi morti.

Gli strumenti che avrete a disposizione per salvaguardare la sicurezza del paese, sono veramente pochi. Dovrete fare un lavoro certosino controllando per bene il sesso, il codice identificativo, la provenienza etc etc. Ad ogni minimo dubbio o discrepanza, potrete interagire con l’immigrato per avere chiarimenti. Lo stato di Arstotzka vi darà un libriccino con “le regole del buon ispettore”. Vi troverete a consultare questo libro praticamente ad ogni intervista, tanto da diventare il vostro vademecum preferito.

Da buon ispettore non dovrete badare ai sentimenti degli immigrati, molto spesso vi troverete a separare famiglie solo perché qualche componente non possiede i giusti requisiti per passare. Non è colpa vostra, voi siete al servizio di Arstotzka, ricordatevelo!

papers, please

 

Papers, Please: Tu non puoi passare!

La bellezza del gioco si sviluppa non solo grazie al suo gameplay o alla sua simpatica trama. La presenza di veri e propri cut-scene vi faranno immergere pienamente nel gioco e vi faranno sentire artefice del destino della nazione. Arresti, attentati terroristici alla frontiera, rapine, criminalità organizzata, sono tematiche saranno continuamente presenti nel gioco. Ma fate attenzione alle mazzette! Qualcuno potrebbe rifilarvi dei bei dollaroni per passare la frontiera. Lo so, lo so, vostra moglie è molto malata, le medicine costano parecchio, e il vostro lavoro non vi permette di sbarcare il lunario ma non cedete alla tentazione! Arstotzka non perdona!

papers, please

 

Grafica e Musica: Pixel e musica a 16 bit

Come spesso ci capita di vedere con i giochi indie, lo stile grafico è quello old-school della pixel art. Un genere che piace, soprattutto ai nostalgici, e che non banalizza per niente il titolo. La musica è ripetitiva, ma si presta bene all’ambiente del gioco e stranamente non stanca. Forse il gameplay riesce a far immergere il giocatore talmente tanto che non si fa più attenzione a quello che succede in background.

REVIEW OVERVIEW
GAMEPLAY
9
AMBIENTAZIONE
9
LONGEVITÀ
8
GRAFICA
9
AUDIO
7
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Player attivo, classe '91, sin da quando è riuscito a capire come coordinare le proprie mani: una sulla keyboard e una sul mouse. Gioca da un'intera vita, sprecata a detta di molti , a qualsiasi videogames presente sul mercato. Da qualche tempo si interessa del fenomeno degli "Indie" (giochi indipendenti), perchè in essi ha visto un possibile ritorno agli anni d'oro dei videogames.

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